I Dogon sono un’antica tribù del Mali nota per le sue elaborate maschere cerimoniali utilizzate per antichi rituali e ritmate danze celebrative.
Le maschere hanno lo scopo di collegare il popolo Dogon al mondo del cielo, dove esiste l’aldilà e alla Terra, che dona cibo, riparo e vita. I danzatori danno vita alle maschere in antiche cerimonie rituali chiamate “Dama”, celebrazioni funerarie che onorano e commemorano i morti al loro ingresso nel regno ancestrale.
I Dogon sono una società patriarcale e tradizionalmente le maschere Dogon sono controllate e curate da un gruppo di uomini noti come “Awa”. I loro movimenti diffondono simbolicamente la forza della vita in tutto il mondo. Le cerimonie di danza Dogon possono durare anche tre giorni e coinvolgono decine di danzatori che rappresentano figure del mondo animale, delle potenze maschili e femminili e dell’aldilà.
La musica è l’unica direttrice invisibile che unisce e sintonizza le vibrazioni di miliardi di persone.
Corpi che ballano e cambiano ballando. Danze trasformative, metamorfosi di un’umanità disconnessa e affaticata.
Danza come fuga dall’oppressione, danze di un mondo postcoloniale per far sì che non si ripeta la sopraffazione.
Ballare per innalzarsi, per scoprire nuove dimensioni rimanendo in contatto con il proprio corpo.
Ricongiungerci alla nostra parte più irrazionale, nascosta dentro, nel fondo del profondo. Una via estrema: la trance,
il viaggio immobile. Il bisogno di “uscire dal corpo” per raggiungere altri stati di coscienza. Chi batte i piedi per terra fa tamburo il mondo.
PRESTO DANZERÀ TUTTA LA TERRA, BENVENUTI A CLUB MONDO.
CLUB MONDO è una interferenza sonora, immaginate di spostare la manopola di una radio e intercettare a ogni frequenza un genere diverso, appartenente a meridiani lontanissimi, a paralleli che non si toccano mai.
CLUB MONDO è l’incontro di percorsi artistici diversi e distanti, accomunati dall’amore per la musica, che per Aristotele
è la sola attività che consente all’uomo di crescere.
CLUB MONDO è un viaggio senza tappe fisse, per uscire dalle agende che ci strangolano. Chiudete gli occhi e partite, buon viaggio.
Testo a cura di Paolo Cerruto. Il verso “Chi batte i piedi per terra fa tamburo il mondo” è di Ivan Tresoldi.
26.01.24
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